Venerdì 26 Giugno abbiamo presentato il restauro conservativo degli affreschi della volta della Camera Picta.
Il restauratore Piero Lotti e lo storico dell’arte Prof. Massimiliano Porro hanno catturato l’attenzione dei tanti ospiti presenti in Corte.
La storia affascinante della Casata Perabò è stata raccontata da Antonella Bernasconi, Presidente della Società proprietaria dell’immobile, e dall’architetto Patrizia Buzzi, Direttore dei lavori.
Il funzionario della Soprintendenza Arch. Roberto Nessi, che ha coordinato tutte le fasi del lungo lavoro, ha rivolto un particolare ringraziamento ai promotori dell’iniziativa.
L’intervento ha interessato una superficie di particolare valore storico e artistico. Dopo lo strappo dell’affresco avvenuto nel 1906, oggi conservato a Palazzo Aliverti di Milano, sull’intonaco originario erano rimaste le testimonianze della fase preparatoria dell’opera: spolveri, incisioni, disegni a pennello e abbozzi che permettono di comprendere il metodo di lavoro dell’autore.
Proprio questi elementi hanno rappresentato il fulcro del restauro, che ha puntato a consolidare le parti più fragili e a rendere nuovamente leggibili le tracce superstiti, evitando qualsiasi ricostruzione arbitraria.
Un messaggio allegorico tra virtù e conoscenza
Il ciclo decorativo appartiene alla cultura figurativa del tardo Cinquecento e richiama il gusto umanistico e neoplatonico dell’epoca. Al centro della composizione compare una figura femminile, interpretata come allegoria della Virtù o della Sapienza divina, accompagnata da un cartiglio con un’iscrizione latina che esalta la superiorità della virtù rispetto ai limiti della condizione umana.
L’insieme celebra l’elevazione spirituale, la musica e l’intelletto, raccontando simbolicamente il superamento del tempo e della morte attraverso la conoscenza e le qualità morali.
Il Trio Rose di Maggio, introdotte da Lucia Martinelli, ideatrice del Progetto “Musica nell’aria”, ha piacevolmente allietato la serata.
